Tagliare un formaggio, vuol dire saper distribuire in tutte le parti tagliate le medesime proÂprietà organolettiche, gli aromi, i profumi, le consistenze che un cacio contiene. Riuscire cioè a carÂpire per ogni sua parte piccola che sia tutte le meraviglie che questo nettare di Dio può regalare faÂcendo trasalire le nostre papille gustative!
È necessario quindi per chi si accinge a tagliare conoscere il formaggio da secare, in quanto non tutti i formaggi hanno una meÂdesima forma e non tutti i formaggi hanno sapori uniformi in tutta la forma. Vi sono paste caÂsearie a crosta molto spessa non commestibile, altre hanno solo veÂli sovrapposti di penicilli che si sviluppano durante la maturazioÂne del prodotto e questa parte esterna del formaggio può essere giustamente assaporata assieme alla pasta stessa, checché ne dica il sommo Pierre Androuet! InolÂtre vi sono formaggi che hanno più gusto verso la crosta, proprio per una maggior maturazione e vi sono degustatori che preferiÂscono queste parti di pasta a quelÂle centrali.

Ecco allora perché per ogni formaggio e per ogni forma sono necessari tipi di taglio speÂcifici. Il punto di partenza per una corretta scelta del taglio è la forÂma del formaggio stesso. Quando si operano taÂgli su parti, spicchi o fette di pasta casearia i presupÂposti della geoÂmetria non sono più necessari, è opportuno introÂdurre il discorso più semplicistico delle proporzioni, senza dimenticare il tipo di forÂmaggio da tagliare, che deve esÂsere seccato in modo da esaltarne le peculiarità organolettiche e di gusto.
È infatti noto che le parti vicine alla crosta della fontina, delle tome stravecchie, del panerone, sono assai più gustose. PriÂvare il nostro ospite di tale piaceÂre per una equa proporzione tra parti crostate e non è azione di catÂtivo gusto. È necessario pertanto che ai principi di proporzione e di simmetria, di assi e piani, per un corretto taglio si unisca il piacere del gusto; anzi lo si esalti ancor più con una giusta rescissione per parti a seconda della tipologia del formaggio.
Il taglio e la pasta del formaggio
Il taglio è la separazione netta per mezzo di una lama in più parti di un corpo (formaggio) senza slabbrarne le pareti. Cioè quando la resistenza di esse è infinitesima rispetto alla forza tagliante e la lama è cosi sottile da non creare schiacciamenti o separazioni per compressione. Per questo a seconda della consistenza della pasta casearia è necessaria una particolare lama. Inoltre essendo le fibre del formaggio diverse da quelle della carne esse non opÂpongono una resistenza tale da innescare azioni di “sfregamento” come avviene tagliando una fetta di carne o di salame, per cui il taglio del formaggio deve avvenire per la sola azione dall’alto verso il basso.
Ogni formaggio ha il suo coltello

Ogni Formaggio richiede un preciso rituale di taglio. La forma, la consistenza della pasta, le dimensioni: queste caratteristiÂche individuano specifiche esiÂgenze di taglio per ogni FormagÂgio e quindi anche nella scelta delÂlo strumento con cui operare.
FINE lezione
Arrivederci alla prossima lezione.
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